
In Italia si può morire (letteralmente) di tutto ma non di noia.
Le cronache degli ultimi giorni sembrano un romanzo dell’assurdo. Ma purtroppo è tutto vero.
Sentenza Aldrovandi: Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, 4 poliziotti, uccidono un inerme ragazzo diciottenne a manganellate, lo trascinano sull’asfalto, uno di loro schiaccia il suo corpo fino all’ipossia, causa della morte.
Vengono condannati a 3 anni e mezzo, non faranno nemmeno un giorno di carcere, non sono stati non dico radiati dalla polizia, ma nemmeno sospesi. Sono in sevizio, come se niente fosse, uno di loro ha addirittura prestato servizio al G8. Con il suo curriculum mi sembra giusto.
Leggete le registrazioni del colloquio telefonico della Centrale operativa nei minuti successivi al fermo di Federico: "... l’abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so... È mezzo morto".
Insomma può succedere in questo paese che la Polizia ti fermi per un controllo e che poi ti bastoni di brutto, fino ad ammazzarti. Che paese è questo? Come faremo d’ora in avanti (in verità almeno da Genova in avanti) a fidarci di coloro che dovrebbero essere al servizio nostro e della nostra sicurezza?
Si rende conto il capo della polizia Manganelli (nomen omen…) che se queste mele marcie non vengono SPAZZATE VIA, licenziate, cacciate con disonore, i cittadini identificheranno la polizia con quei quattro assassini lì? A discapito della stragrande maggioranza degli operatori delle forze dell’ordine che con onestà e passione svolge un compito difficile e talvolta ingrato.
Altro processo ad un poliziotto, altra sentenza scandalosa: l’agente Spaccarotella viene condannato a 6 anni di reclusione per l’uccisione di Gabriele Sandri l' 11 novembre 2007, nell'area di servizio Badia al Pino, vicino ad Arezzo.
Il pm aveva chiesto una pena di 14 anni di reclusione. Ma la corte ha derubricato il reato da omicidio volontario a colposo. Insomma un tragico errore.
Ancora una volta un omicidio in divisa viene giudicato in modo diverso da un omicidio commesso da un comune cittadino.
Insomma riepilogando a Genova il colpo che uccise Carlo Giuliani fu deviato (siamo alle comiche) da un calcinaccio volante nell’aria; Federico Aldrovandi non è stato assassinato durante un pestaggio degno della polizia di Pinochet, ma è morto per eccesso colposo in omicidio colposo…hanno solo un po’ esagerato insomma, ma sono ragazzi, vanno capiti; infine Spaccarotella avrebbe sparato contro Sandri - secondo i giudici - senza intenzione di ucciderlo, ma accettando il rischio che quell'evento potesse verificarsi.
Le testimonianze hanno detto ben altro, ma vuoi mettere la parola di un cittadino comune con quelle di un poliziotto. Che peraltro non credo abbia mai chiesto perdono, e che dopo la sentenza ha espresso l’auspicio di tornare presto in servizio. Come no…non vediamo l’ora di riavere tra le strade un Rambo de noantri…


















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